La figura dell’energy manager

La figura dell’energy manager

Category : Comunicazione

La figura del Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’Energia (più comunemente noto come Energy Manager) nasce nel mondo anglosassone ai tempi della prima grande crisi petrolifera, quella del 1973, secondo l’anglosassone principio per cui quando c’è un problema grave occorre incaricare qualcuno, bravo, di affrontarlo e di risolverlo, dandogli i mezzi e i poteri per farlo.

L’obiettivo di diventare “Energy Manager” è di coloro che vogliono proporsi come esperti di tecnologie energetiche e normativo/energetiche. Tale figura dovrà anche avere le adeguate conoscenze di carattere sia elettrico che energetico necessarie in tutte le applicazione tecniche.

Il responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, detto anche Energy manager, è una figura introdotta in Italia dalla legge 10/91 per i soggetti (enti pubblici e privati) caratterizzati da consumi importanti, espressi in tonnellate equivalenti di petrolio (tep):

 

  • 10.000 tep per le imprese del settore industriale;
  • 1.000 tep per i soggetti del terziario e della Pubblica Amministrazione.

Volendo fornire un termine di paragone si può considerare che 1.000 tep corrispondono a circa 1,2 milioni di metri cubi di gas naturale o a 4,5 milioni di kWh.

Gli energy manager operanti in Italia sono circa 2.650, di cui oltre 500 sono responsabili locali di aziende che si diramano con più sedi sul territorio nazionale e che presentano consumi superiori alle soglie indicate.

Come diventare Energy Manager

L’idoneità a svolgere il compito di responsabile non viene specificata in dettaglio dalla normativa, sebbene la formazione tecnico-scientifica venga indicata come la più appropriata.

Il comma 17 della circolare del 2/3/1992 indica infatti, come figura ideale, un ingegnere con pluriennale esperienza nel settore della gestione dell’energia, dotato di competenze tecniche nel settore in cui opera, esperienza nel campo degli studi di fattibilità, buona conoscenza delle tecnologie avanzate e di una capacità organizzativa della propria struttura.

Quali sono i compiti dell’Energy Manager

Secondo le indicazioni di legge le funzioni che l’Energy Manager deve svolgere sono sintetizzate nella individuazione delle azioni, degli interventi e delle procedure necessarie per promuovere l’uso razionale dell’energia nonchè nella predisposizione dei bilanci energetici in funzione anche dei parametri economici e degli usi finali.

L’Energy Manager ha perciò il compito di supporto al decisore in merito all’effettiva attuazione delle azioni e degli interventi proposti.

Affinché l’Energy Manager possa svolgere questi compiti, occorre che l’incarico venga conferito in via ufficiale e che i responsabili delle varie sezioni dell’impresa o dell’amministrazione siano informati di questa iniziativa.

Maggiori indicazioni sul possibile ruolo del responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia si possono trovare in questa pagina.


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