L’ira di Vendola dopo il sì all’ampliamento dell’Eni di Taranto

L’ira di Vendola dopo il sì all’ampliamento dell’Eni di Taranto

E’ di qualche giorno fa la notizia del decreto di VIA firmato dal ministro Prestigiacomo per l’ampliamento della centrale ENI di Taranto.

«La città di Taranto ha il diritto di ribellarsi all’ennesima provocazione del governo Berlusconi: quella del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che ha autorizzato la Valutazione d’impatto ambientale (Via) per l’ampliamento della centrale elettrica dell’Eni». Lo ha detto il presidente della giunta regionale pugliese, Nichi Vendola, a margine di una conferenza che si è tenuta alla Fiera del Levante. Corriere del Mezzogiorno

In questi giorni, leggo e studio il PERS (Piano Energetico della Regione SIcilia) ed ho trovato degli articoli che in quel grosso faldone che è invece il PEAR (Piano Energetico Ambientale Regionale della Puglia) non sono riuscito a trovare. In particolare si tratta di alcuni articoli e relativi commi, che riporto di seguito:

"è esigenza della Sicilia, la quale partecipa per oltre il 40% alla raffinazione nazionale subendone impatti ambientali di forte rilievo assolutamente non proporzionati a quelle delle altre regionni del Paese, essere destinataria di misure compensative dall’UE e dallo Stato da individuare anche tra quelle di natura fiscale";

e il comma successivo dice:
"il tasso di immissione in atmosfera di CO2 deve, comunque – soprattutto nelle aree ad alto rischio di crisi ambientale – essere tendenzialmente ridotto in rapporto alla produzione di energia rinnovabile realizzata".

prosegue ancora con:

"la Regione intende intraprendere le azioni necessarie perchè le industrie operanti nei settori ad alta intensità di emissioni di composti del carbonio e dello zolfo adeguino i propri impianti a nuove tecnologie e utilizzino combustibili atti a determinare una progressiva riduzione finalizzata alla sostenibilità ambientale nel senso riservandosi l’istituzione appositi organismi centralizzati di coordinamento e vigilanza";
 
ed andando avanti nella lettura si legge:

"la Regione è comunque impegnata ad ogni azione perchè le energie derivanti da fonti alternative o rinnovabili costituiscano elemento sostitutivo delle risorse energetiche di produzione tradizionale al fine di diminuire fonti e cause di inquinamento e, così, contribuire al riequilibrio ambientale del territorio".;

e si potrebbe andare avanti per tutte e 25 le pagine del Piano. Invito tutti quelli che capiteranno tra queste pagine a trovare nel PEAR Pugliese le stesse frasi.

Ad essere sincero devo dire che si tratta di una interessante analisi dello stato attuale o di quello che era lo stato attuale. Ma niente altro.


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