L’adozione dei Certificati Verdi come meccanismo di incentivazione del fotovoltaico potrebbe minare gravemente lo sviluppo dell’industria.

Nella recente bozza di direttiva proposta dalla Commissione Europea per la promozione delle energie
rinnovabili si é aperta la strada all’adozione dei Certificati Verdi come meccanismo di incentivazione per
l’energia fotovoltaica. Anche se la sua applicazione é vincolata al raggiungimento degli obiettivi intermedi al
2020 e non ha ancora assunto una forma di obbligatorietà, ciò potrebbe indurre gli Stati Membri ad
armonizzare i meccanismi di incentivazione nazionali eliminando il Conto Energia e sostituendolo con il
sistema dei Certificati Verdi. Prima di fare un confronto tra i sue sistemi di incentivazione vediamo qualche
dato.
In Italia le prime installazioni legate al Conto Energia iniziano nel 2006 ed al 31 Dicembre dello stesso anno si
registra l’entrata in esercizio di circa 900 impianti per una potenza complessiva di circa 6 MWp, che diventano
circa 12 MWp di potenza cumulativa. Al 31 Dicembre 2007, la potenza cumulativa in Italia registrata dal GSE
era di circa 60 MWp, un aumento di ben 5 volte in un anno. Per quanto riguarda gli altri due Stati Membri
leader del settore fotovoltaico, Germania e Spagna, il Conto Energia ha portato in effetti ad una vera e propria
rivoluzione solare portando, come documentato in molti report, la potenza cumulativa in questi paesi a numeri
ben più consistenti. La Germania da sola nel 2007 ha installato il 50% della potenza mondiale fotovoltaica. Il
buon senso suggerirebbe perciò di non optare per i Certificati Verdi per incentivare il fotovoltaico.
Il Conto Energia, al contrario dei Certificati Verdi, incentiva in modo diverso (€/kWh) le differenti tecnologie a
seconda del loro grado di integrazione architettonica. Il Conto Energia é un meccanismo che dà sicurezza agli
investitori nel medio termine (20 anni di incentivi) creando le condizioni ottimali per investimenti lungimiranti.
Il Conto Energia, a differenza dei Certificati Verdi, non prevede quote annue prestabilite di produzione oltre le
quali non ha senso aumentare la produzione in quanto non sarebbe remunerata. Il Conto Energia, con la
riduzione graduale di 2 punti percentuale ogni anno, rappresenta un ottimo “booster” per l’industria ad
investire in ricerca e sviluppo al fine di ridurre i costi (€/kWp) ed aumentare l’efficienza del sistema
fotovoltaico – più energia é immessa in rete e maggiore é l’introito.
In sostanza, quindi, il Conto Energia mette d’accordo investitori, aziende ed utenti finali creando per ciascuno
di loro le giuste condizioni economiche per finanziare, installare ed acquistare un impianto fotovoltaico.

Tratto da Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane


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