Enerbuilding, per una cultura del risparmio e dell

Enerbuilding, per una cultura del risparmio e dell

In attesa che qualcuno si occupi anche dei flussi di materia, si moltiplicano le iniziative anche in Ue per ridurre i consumi energetici a tutti i livelli

Quattro guide pratiche sull’efficienza energetica degli edifici, la creazione di un call center nazionale, incontri presso le scuole medie superiori, la realizzazione di uno stand mobile dimostrativo, una serie di convegni e momenti di approfondimento sia per i cittadini che per le pubbliche amministrazioni. E’ il programma del progetto europeo Enerbuilding, a cui partecipa anche Aper, insieme ad altre associazioni italiane come Adiconsum, che ne cura il coordinamento, Fire, ed altre estere.

Le tematiche ambientali, assieme al costo sempre crescente della bolletta energetica pagata dalle famiglie, sono argomenti sempre più attuali che spesso il cittadino non sa come affrontare concretamente. Enerbuilding si propone come obiettivo principale proprio la diffusione di una cultura del risparmio e dell’efficienza energetica attraverso l’attivazione di alcuni strumenti che consentano al cittadino, così come all’amministratore pubblico di valutare benefici energetico-ambientali collegati alle diverse opzioni tecnologiche disponibili.

Come detto, al progetto vi partecipa anche l’Aper, l’associazione che riunisce a rappresenta i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili, tutelandone gli interessi a livello nazionale e internazionale. Attualmente Aper conta più di 300 associati, oltre 400 impianti per un totale di circa 2000 MW di potenza elettrica installata che utilizza il soffio del vento, la forza dell’acqua, i raggi del sole e la vitalità della natura per produrre 7 miliardi di KWh all’anno a cui corrisponde una riduzione di emissioni di CO2 di oltre 5 milioni di tonnellate annue.

Proprio Aper, presentando sul suo sito il progetto, spiega il contesto generale indicando in tre barriere gli ostacoli maggiori agli investimenti dei cittadini nel campo delle rinnovabili e del risparmio energetico . Tre barreire da abbattere, secondo Aper, anche attraverso questo progetto transnazionale.

La prima riguarda la carenza di informazioni rivolte ai clienti finali (famiglie, piccole imprese, amministrazioni locali, ecc.), che non sono a conoscenza di tutte quelle tecnologie in grado di migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Inoltre le stesse Amministrazioni Locali, anziché essere di esempio nella gestione efficiente degli edifici pubblici, spesso sono modelli negativi, di spreco e di inefficienza.

La seconda barriera riguarda i progettisti che generalmente si limitano a progettare i nuovi edifici (ovvero la ristrutturazione di quelli esistenti) senza allontanarsi dalla consuetudine, senza proporre impianti ad alta efficienza energetica e né lo sfruttamento delle fonti rinnovabili disponibili in loco.

La terza barriera si riferisce agli installatori che raramente propongono il ricorso a tecnologie innovative e frequentemente non hanno una solida conoscenza per sfruttare tali tecnologie e non sono in grado di fornire un’adeguata assistenza post-vendita.

Osserviamo che anche in questo progetto – che avrà bisogno al più presto di un’interfaccia in italiano del portale visto che è tutto in inglese e non tutti i cittadini lo conoscono – tutto si incentra sul risparmio di energia, anche nei trasporti, e sulle fonti rinnovabili. Per quanto integrato anche da iniziative socialmente interessanti, va notato che dei flussi di materia (intesi anche come risparmio e il cui monitoraggio è fondamentali al pare del flussi energetici per uno sviluppo davvero sostenibile) non vi è traccia.

tratto da greenreport.it di Alessandro Farulli


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