Errori di progettazione

Errori di progettazione

In questi giorni dolorosi, per quanto accaduto in Giappone: terremoto, tsunami, contaminazione nucleare è stato un susseguirsi di commenti da parte di illustri ed illuminati esperti della salute che hanno evidentemente perso il senso del loro ruolo. Per l’illustre Veronesi, ex ministro della Repubblica ed illustre oncologo, riesce a partorire una moratoria sul nucleare adducendo come motivazione che Fukushima sia stato il primo grave incidente di progettazione nucleare della storia. Per Veronesi l’errore di progettazione sta nel fatto che chi ha progettato la centrale ha tenuto conto di tsunami di minore intensità. Di fronte a queste parole, resto basito. Non punta il dito sulla pericolosità intrinseca della tecnologia nucleare e alla non prevedibilità della natura. Anzi la sua tesi sostiene che: sull’errore umano si può intervenire migliorando la preparazione, l’addestramento e le condizioni di lavoro. Sicuramente diminuirà la possibilità di errore, ma  non eliminerà mai del tutto la possibilità che accada. Per cui anche se la progettazione avesse tenuto conto di un terremoto e di uno tsunami come quello che ha colpito il Giappone resta ancora la probabilità che il più attento degli addetti alla centrale nucleare (scordiamoci di essere in Giappone e pensiamo al tecnico francesce, tedesco, svizzero) per qualche altro strano ed aleatorio  motivo provochi senza preavviso un disastro nucleare.

Ma continua ancora Veronesi con la sua arroganza sull’articolo de laRepubblica, del 19 marzo 2011, con queste parole: “la tragedia giapponese ci impone inoltre di pensare fuori dalle logiche nazionali. E’ evidente ora che i piani energetici devono essere discussi a livello internazionale. In Italia ci troviamo nella circostanza favorevole di partire da zero e quindi di poter scegliere, senza fretta, il modello strategico migliore“.

Riporto un video con le parole di Rubbia durante una puntata di ANNOZERO del 2009.
Rubbia sul nucleare

 

In Italia, il governo Berlusconi con il suo Ministro Romani, insieme alle lobby del nucleare puntano su centrali di terza generazione spacciandole per l’ultimo ritrovato tecnologico. Ma già ora si parla di centrali di quarta generazione, ciò vuol dire che con i tempi di realizzazione di una centrale nucleare quelle che si vorrebbero realizzare in Italia sarebbero si delle nuove centrali (dal punto di vista puramente costruttivo) ma più che obsolete dal punto di ivsta tecnologico.


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