La proposta dei Piccoli comuni per cambiare il conto energia

La proposta dei Piccoli comuni per cambiare il conto energia

Category : Energia

Articolo tratto da Greenreport.it

I 142 comuni italiani che possono fregiarsi della Bandiera arancione assegnata ogni 2 anni dal Touring club ai piccoli paesi che rispondono a determinati requisiti turistico-ambientali, hanno consegnato ieri al governo una proposta per modificare il regolamento del conto-energia, che riconosce tariffe incentivanti per la produzione di energia da fonti rinnovabili come i pannelli fotovoltaici.

La proposta riguarda proprio il fotovoltaico, perché gli incentivi vengono assegnati soltanto agli impianti installati in loco e l’associazione propone invece che sia modificato il regolamento, premiando anche coloro che installano l’impianto a una certa distanza dal centro storico, dove i vincoli architettonici e paesaggistici impediscono di realizzarli.

«Chiediamo semplicemente di concedere la possibilità di individuare luoghi che non abbiano impatto negativo né ambientalmente né paesaggisticamente – spiega il presidente dell’associazione Fulvio Gazzola, assessore al turismo del comune di Acquadolce in Liguria -, quindi penso per esempio a capannoni, zone industriali, ma anche appezzamenti di terreno incolti, perché spesso chi decide di vivere in piccolo centro storico è anche più sensibile alle tematiche ambientali, ma le norme non gli permettono di realizzare gli impianti. Per questo chiediamo anche che sia possibile realizzare fotovoltaico in multiproprietà, così come avviene da sempre in Germania».

Lei dice di individuare luoghi che non abbiano impatto ambientale: per capannoni e aree industriali è probabilmente vero, ma di sicuro installare un impianto fotovoltaico in campo aperto il suo impatto ambientale ce l’ha, visto che viene consumato territorio.
«Non possiamo dire no a tutto. Questi piccoli paesi vivono di turismo. Se creiamo un impatto visivo che rovina il paesaggio si rovina il paese. Un’alternativa ci sarebbe: esistono impianti fotovoltaici trasparenti ma hanno un costo altissimo e sarebbe necessario chiedere soldi in finanziaria. Noi i soldi non li chiediamo e chiediamo però che ci sia concesso di accedere agli incentivi anche utilizzando impianti a distanza. Quindi secondo me si può pensare a utilizzare anche campi aperti, l’energia ha il suo scotto da pagare».

Ha talmente ragione sul fatto che non si può dire no a tutto che sono sicuro che anche i comuni con la bandiera arancione non dicono no a parabole e condizionatori…. anche se con la sostenibilità e l’energia rinnovabile hanno ben poco a che fare.
«Tutti i cittadini hanno il diritto di avere la tv e la parabola, ma sottostando a regole precise. Quindi esisterebbe un vincolo per antenne e parabole, esattamente come per il solare, ma il problema è che nessuno lo applica. Ora si immagina un amministratore di un piccolo comune che una mattina si mette a guardare le case e poi manda un impiegato a bussare alle porte, multando tutte le famiglie di qualche migliaio di euro?».

Perché non è possibile farlo?
«La giunta di un piccolo comune svolge il suo compito in maniera quasi volontaristica perché non è certo economicamente possibile abbandonare i rispettivi impieghi. Quindi di tempo ce n’è poco e di cose da fare tantissime. E se pensa a quanti sono gli impiegati di un Comune di 3mila abitanti si renderà conto da solo che certe cose non è possibile farle».

Quindi se domani lei vede una nuova parabola sulla facciata di un palazzo e nel palazzo accanto un impianto fotovoltaico farà finta di nulla in entrambi i casi?
«Sicuramente a questa domanda non le rispondo. Le dico però che questa questione delle parabole l’abbiamo affrontata anche ieri, a margine dell’incontro di Roma in cui abbiamo discusso la nostra proposta sui pannelli fotovoltaici. Secondo noi c’è necessità di rapportarsi in modo diverso nei piccoli comuni, e abbiamo chiesto ufficialmente al governo che faccia chiarezza obbligando tutti ad avere un regolamento generale per tutte le installazione. E soprattutto a predisporre da Roma un modello base di regolamento sul quale poi chi vorrà potrà eventualmente integrare. Questo regolamento dovrebbe guardare le installazioni preesistenti e quelle future e noi abbiamo proposto che sia avviato sperimentalmente proprio nei 142 comuni con la bandiera arancione».


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