Come ridistribuire al paese Italia i risultati positivi del fotovoltaico

Sul portale web Qualenergia.it Giovanni Simoni, presidente di Assosolare, scrive un interessante e stimolante articolo su come è possibile ridistribuire agli utenti finali i risultati positivi prodotti dall’investimento del paese Italia nel settore del fotovoltaico. I risultati positivi sono generati dal gas che il paese Italia non ha dovuto comprare dall’estero per poter alimentare le centrali elettriche di tipo tradizionale.

Propone inoltre 4 possibili scenari su quello che potrà ancora essere il settore fotovoltaico da qui a qualche giorno, quando il V Conto Energia arriverà al suo ultimo kWh incentivato.

Quei numeri del solare fotovoltaico che significano risparmio per il paese

A quanto ammonta il risparmio del gas importato a fronte di una determinata potenza FV e alla luce del costo annuo degli incentivi? Un’analisi economica dimostra la convenienza degli investimenti e della spesa in incentivi fatti finora e per quelli potenziali in futuro.

 

A tempo di record … in una corsa ad ostacoli senza fine

Gli ultimi miei anni professionali sono caratterizzati da innumerevoli sfide contro il tempo, che per fortuna fino ad ora sono sempre riuscito a vincere.
L’ultima è relativa alla costruzione di 4 capannoni di circa 7000 mq per una azienda agricola dell’estremo sud Italia, per la precisione a Portopalo di Capopassero.

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Osservazioni su un vecchio bando di gara per un fotovoltaico

Le polemiche e le voci che mi giungono dal paese natio .. fin qui nella parte più a sud di Italia (Portopalo di Capopassero), mi hanno spinto a rileggere i documenti relativi al bando di gara per la realizzazione di impianti fotovoltaici su proprietà del Comune di Alessano e la relativa convenzione firmata dalla ditta aggiudicataria ed il Comune stesso. Provo di seguito a fare un sunto, mettendo in evidenza i tanti errori commessi nello scrivere il bando e i tanti spazi lasciati a disposizione del vincitore della gara, ma non solo …

Nell’oggetto del bando si leggeva: “A tal fine, si intende individuare un soggetto che realizzi una serie di sistemi fotovoltaici che permettano di generare – in una modalità ecocompatibile e rinnovabile- almeno l’intera energia consumata in ragione d’anno dal Comune di Alessano”.
Per capire bene di cosa stiamo parlando cerchiamo prima di tutto di capire quale è l’energia consumata dal Comune di Alessano. A pag.2 del bando, nella paragrafo DESCRIZIONE troviamo una utile tabellina in cui sono riportati i mq e gli euro spesi all’anno in energia elettrica per l’immobile, che per semplicità di lettura riporto di seguito. Continua a leggere

Riflessioni e pensieri un pò confusi sulla politica industriale di un Paese che quasi non esiste più!

Torno a scrivere sul mio blog dopo tanto tempo, probabilmente troppo tempo. Tempo che è comunque servito ad elaborare pensieri, idee, stati d’animo.
Rileggo il titolo del mio blog e mi chiedo “Giovanni credi ancora che è possibile cambiare il mondo?“. L’esperienza in Serbia mi ha aiutato a cambiare prospettiva, a vedere le cose da un altro punto di vista. In questi mesi ho avuto la possibilità di confrontarmi con una realtà diversa, che tutte le volte che provavo a dire “in Italia stiamo vivendo un momento di crisi” la risposta era “Giovanni qui la crisi dura da oltre 20 anni e pure stiamo sopravvivendo … ce la farà anche l’Italia”. E poi ancora parlando con i miei amici/colleghi serbi mi esortavano a guardarmi bene intorno, di considerare loro dei privilegiati così da aprire gli occhi e riuscire a guardare oltre a quella che sembrava la normalità così da poter vedere la povertà, la disoccupazione. La loro maggiore preoccupazione principale era ed è che in Serbia dopo la guerra non c’era più nessuna grossa produzione, la disoccupazione ha raggiunto livelli altissimi. Ed io invece vedevo un gran fermento: zone industriali da inventare … città da urbanizzare, strade, ponti, ferrovie da realizzare … ho avuto la sensazione di un paese in movimento, in crescita nonostante i tanti problemi … primo tra tutti un tasso di disoccupazione altissimo. Tutto ciò mentre dall’Italia arrivavano notizie di possibile default tanto che la tentazione di non tornare in alcuni momenti è stata davvero forte.

Dopo questa breve parentesi riprendo i temi a me più cari: energia e sviluppo sostenibile, nel tentativo di esplicitare quello che credo poteva essere un volano per l’economia italiana ed invece a parte alcuni rari casi di successi industriali è stata solo una grande speculazione da parte dei soliti noti: le banche e i fondi di investimento. Speculazione resa possibile dalla mancanza da decenni di una classe dirigente capace di immaginare scenari diversi e programmare il futuro, stiamo vivendo il fallimento inesorabile di una inesistente politica industriale, scaricando le colpe sull’Europa e le sue regole di controllo della spesa.

Ma cosa c’entra questo ragionamento con l’energia e lo sviluppo sostenibile? Energia e sviluppo sostenibile erano le sfide da vincere … le nostre industrie, aziende produttive avrebbero potuto contare sulla liquidità generata dal Conto Energia per investire in ricerca e sviluppo per poter competere a livello globale con costi di manodopera difficilmente raggiungibili per un paese del vecchio continente. Siamo invece stati capaci solo di alimentare la speculazione.

Pale eoliche ‘ventilatori’ di aria fresca

Mentre sfogliavo i google alert sulle energie rinnovabili, tra i vari e tanti articoli segnalatemi ha suscitato il mio interesse quello che troverete al fondo di questo post, parla del possibile effetto di inumidire e abbassare la temperatura di grandi zone in seguito alla rotazione delle pale nei parchi eolici off-shore.

Ci ostiniamo a cercare soluzioni che modifichino l’aspetto del nostro pianeta, per fare restare tutto come è o come immaginiamo dovrebbe essere ed in tutti questi ragionamenti manca di tener conto che la natura è un sistema dinamico e come tale cerca di adattarsi alle nuove situazioni (quelli che non riescono ad adattarsi, a tal proposito consiglio di leggere: “Ecologia della bellezza – I gusti della natura” di Ferdinando Boero – Besa Editore). Continua a leggere

Fukushima, chi ha tradito i principi “kaizen”?

Articolo di Roberto Vacca pubblicato su laStampa del 27 aprile 2011

Qualcuno ha detto: «Il nucleare è troppo rischioso, perché ha prodotto un disastro tremendo perfino in Giappone – il Paese che usa alta tecnologia di qualità eccellente. Figurarsi che accadrebbe in Italia col nostro pressappochismo».
Non è un ragionamento sensato. Alti livelli di sicurezza si garantiscono elaborando «alberi di eventi», capaci di analizzare le conseguenze di ogni possibile rischio.
Si assicurano anche costruendo «sistemi ridondanti»: in caso di guasto ogni funzione è svolta da altre unità e per altre vie. Ma in Giappone è inaffidabile proprio la rete elettrica. Continua a leggere

Decreto sul fotovoltaico “

articolo di Antonio tratto da Repubblica

Il dl martedì a Palazzo Chigi e votato con ogni probabilità giovedì prossimo. Stabilirebbe un tetto per il 2020 uguale al livello che si raggiungerà entro un anno. Rischiano il posto 120mila addetti al settore. La protesta degli operatori

Dopo l’eolico, il fotovoltaico. Il nome della seconda vittima della guerra alle rinnovabili è nel decreto che il governo si preparerebbe ad approvare all’inizio della prossima settimana. “Con un tetto di impianti incentivabili fino al 2020 vicino alla soglia che si raggiungerà nell’arco di un anno, il fotovoltaico è destinato a chiudere i battenti”, accusa Massimo Sapienza, presidente di Asso Energie Future. Continua a leggere

Carbone europeo, l’aiuto sporco continua

Articolo tratto da Qualenergia.it

La Commissione avrebbe deciso di rinviare per la settima volta la fine degli aiuti di Stato al carbone. Dovevano cessare quest’anno, se ne riparlerà invece nel 2023. Miliardi di euro in nome di crescita e occupazione che faranno però aumentare le emissioni. Una decisione in contraddizione con l’impegno assunto al G20 di eliminare gli aiuti alle fonti fossili.

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Energia e Leggi Regionali

Sono da poco passate le elezioni regionali, con l’insediamento alla guida in Veneto e Piemonte di due esponenti della Lega Nord alla guida delle due Regioni si è tornato a parlare di secessione. Qualcuno si starà chiedendo perchè su un blog come questo che dovrebbe parlare di energia, ci sia un articolo che sembra parlare di politica. Continua a leggere