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A tempo di record … in una corsa ad ostacoli senza fine

Gli ultimi miei anni professionali sono caratterizzati da innumerevoli sfide contro il tempo, che per fortuna fino ad ora sono sempre riuscito a vincere.
L’ultima è relativa alla costruzione di 4 capannoni di circa 7000 mq per una azienda agricola dell’estremo sud Italia, per la precisione a Portopalo di Capopassero.

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Osservazioni su un vecchio bando di gara per un fotovoltaico

Le polemiche e le voci che mi giungono dal paese natio .. fin qui nella parte più a sud di Italia (Portopalo di Capopassero), mi hanno spinto a rileggere i documenti relativi al bando di gara per la realizzazione di impianti fotovoltaici su proprietà del Comune di Alessano e la relativa convenzione firmata dalla ditta aggiudicataria ed il Comune stesso. Provo di seguito a fare un sunto, mettendo in evidenza i tanti errori commessi nello scrivere il bando e i tanti spazi lasciati a disposizione del vincitore della gara, ma non solo …

Nell’oggetto del bando si leggeva: “A tal fine, si intende individuare un soggetto che realizzi una serie di sistemi fotovoltaici che permettano di generare – in una modalità ecocompatibile e rinnovabile- almeno l’intera energia consumata in ragione d’anno dal Comune di Alessano”.
Per capire bene di cosa stiamo parlando cerchiamo prima di tutto di capire quale è l’energia consumata dal Comune di Alessano. A pag.2 del bando, nella paragrafo DESCRIZIONE troviamo una utile tabellina in cui sono riportati i mq e gli euro spesi all’anno in energia elettrica per l’immobile, che per semplicità di lettura riporto di seguito.

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Riflessioni e pensieri un pò confusi sulla politica industriale di un Paese che quasi non esiste più!

Torno a scrivere sul mio blog dopo tanto tempo, probabilmente troppo tempo. Tempo che è comunque servito ad elaborare pensieri, idee, stati d’animo.
Rileggo il titolo del mio blog e mi chiedo “Giovanni credi ancora che è possibile cambiare il mondo?“. L’esperienza in Serbia mi ha aiutato a cambiare prospettiva, a vedere le cose da un altro punto di vista. In questi mesi ho avuto la possibilità di confrontarmi con una realtà diversa, che tutte le volte che provavo a dire “in Italia stiamo vivendo un momento di crisi” la risposta era “Giovanni qui la crisi dura da oltre 20 anni e pure stiamo sopravvivendo … ce la farà anche l’Italia”. E poi ancora parlando con i miei amici/colleghi serbi mi esortavano a guardarmi bene intorno, di considerare loro dei privilegiati così da aprire gli occhi e riuscire a guardare oltre a quella che sembrava la normalità così da poter vedere la povertà, la disoccupazione. La loro maggiore preoccupazione principale era ed è che in Serbia dopo la guerra non c’era più nessuna grossa produzione, la disoccupazione ha raggiunto livelli altissimi. Ed io invece vedevo un gran fermento: zone industriali da inventare … città da urbanizzare, strade, ponti, ferrovie da realizzare … ho avuto la sensazione di un paese in movimento, in crescita nonostante i tanti problemi … primo tra tutti un tasso di disoccupazione altissimo. Tutto ciò mentre dall’Italia arrivavano notizie di possibile default tanto che la tentazione di non tornare in alcuni momenti è stata davvero forte.

Dopo questa breve parentesi riprendo i temi a me più cari: energia e sviluppo sostenibile, nel tentativo di esplicitare quello che credo poteva essere un volano per l’economia italiana ed invece a parte alcuni rari casi di successi industriali è stata solo una grande speculazione da parte dei soliti noti: le banche e i fondi di investimento. Speculazione resa possibile dalla mancanza da decenni di una classe dirigente capace di immaginare scenari diversi e programmare il futuro, stiamo vivendo il fallimento inesorabile di una inesistente politica industriale, scaricando le colpe sull’Europa e le sue regole di controllo della spesa.

Ma cosa c’entra questo ragionamento con l’energia e lo sviluppo sostenibile? Energia e sviluppo sostenibile erano le sfide da vincere … le nostre industrie, aziende produttive avrebbero potuto contare sulla liquidità generata dal Conto Energia per investire in ricerca e sviluppo per poter competere a livello globale con costi di manodopera difficilmente raggiungibili per un paese del vecchio continente. Siamo invece stati capaci solo di alimentare la speculazione.


Procedura negoziale per la presentazione di proposte d’interventi per la realizzazione di impianti per la produzione di compost

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Un passo avanti  da parte della Regione Puglia, verso il recupero dell’energia contenuta nei rifiuti (Delibera Giunta Regionale 12 luglio 2011).

Programma Operativo FESR 2007-2013 -PPA dell’Asse II – Linea di Intervento2.5 Azione 2.5.2, Sottoazione a) – Procedura negoziale per la presentazione di proposte d’interventi per la realizzazione di impianti per la produzione di compost – 1ª fase.

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Fukushima, chi ha tradito i principi “kaizen”?

Articolo di Roberto Vacca pubblicato su laStampa del 27 aprile 2011

Qualcuno ha detto: «Il nucleare è troppo rischioso, perché ha prodotto un disastro tremendo perfino in Giappone – il Paese che usa alta tecnologia di qualità eccellente. Figurarsi che accadrebbe in Italia col nostro pressappochismo».
Non è un ragionamento sensato. Alti livelli di sicurezza si garantiscono elaborando «alberi di eventi», capaci di analizzare le conseguenze di ogni possibile rischio.
Si assicurano anche costruendo «sistemi ridondanti»: in caso di guasto ogni funzione è svolta da altre unità e per altre vie. Ma in Giappone è inaffidabile proprio la rete elettrica.

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Vaxjo si riscalda con le foreste

Entro il 2030 la città svedese vuole rinunciare al carbone e al petrolio producendo energia con gli scarti dell’industria del legno. Il biogas, invece, prenderà il posto della benzina.
Grégoire Allix, Le Monde, Francia (Internazionale.it)

Växjö è una cittadina immersa nella foresta svedese. C’è una graziosa cattedrale del dodicesimo secolo, con una torre campanaria a due guglie e un importante museo del vetro. Ma il monumento più ammirato è un altro: qui ogni settimana arrivano persone da tutto il mondo per visitare la centrale a biomassa, un impianto che brucia i rifiuti dell’industria forestale locale, fornendo a questo comune di ottantamila abitanti energia per il riscaldamento, l’acqua calda e la produzione di elettricità. Quindici anni fa Växjö ha deciso di rinunciare alle energie fossili entro il 2030.

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