La via texana all’efficienza

La via texana all’efficienza

Se anche il Texas, lo stato americano più legato al petrolio, si rimette in gioco sul fronte del risparmio energetico e dell’utilizzo delle rinnovabili, allora vuol dire che il processo di cambiamento dei parametri energetici sta facendo strada, coinvolgendo aree fino a poco tempo fa impensabili.
Un recente studio, pubblicato all’inizio del mese di marzo, dall’American Council for an Energy-Efficient Economy (ACEEE) di Washington, D.C., basato su una ricerca dell’ACEEE con il sostegno di esperti texani, mostra che una adeguata combinazione di efficienza energetica, risparmio e fonti rinnovabili può soddisfare il crescente fabbisogno di elettricità dello Stato americano e far risparmiare denaro ai cittadini.

Lo studio, “Potential for Energy Efficiency, Demand Response, and Onsite Renewable Energy to Meet Texas’s Growing Electricity Needs," delinea 9 politiche per moderare la domanda di energia elettrica, con una particolare attenzione all’edilizia.
Lo studio stima che una crescita dell’efficienza energetica potrebbe soddisfare il 17,5% della domanda prevista per il 2023, mentre lo sfruttamento delle risorse rinnovabili locali potrebbe evitare la generazione elettrica convenzionale di un altro 4,9%, per un totale di riduzione del 22,4%, coprendo così il previsto incremento della domanda elettrica dei prossimi 15 anni.

La domanda elettrica di picco del Texas, che si verifica soprattutto nelle torride estate quando vengono accesi milioni di condizionatori, sta crescendo più rapidamente della popolazione, tanto da preoccupare i responsabili del settore energetico; alcuni ritengono, infatti, insufficiente la generazione elettrica in grado di soddisfare la domanda di picco che si avrà già nel 2009.
Una rapida politica di efficienza e uso delle fonti rinnovabili – dice lo studio – potrebbe ridurre invece la domanda di picco di oltre 1.000 MW nel 2009 e di oltre 3.000 MW nel 2013.

Il Texas, che ha una superficie di 2,3 volte maggiore dell’Italia e circa 23 milioni di abitanti, è diventato Stato leader negli USA per quanto concerne l’eolico (solo nel 2006 ha installato 774 MW), ma ha sviluppato pochissimo le altre tecnologie, specialmente solare e biomasse.

Una ricerca precedente aveva valutato che investire in questi settori creerebbe in Texas il doppio in termini di occupazione e di crescita economica rispetto ad un investimento equivalente in centrali convenzionali. Va anche valutato che oggi il costo di un kWh risparmiato in Texas è di 4 centesimi di dollaro, mentre il costo di un kWh prodotto da nuove centrali oscilla da 5 a 10 cent/$.

tratto da qualenergia.it


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