L’energia nascosta negli elettrodomestici ecco come farli consumare meno

L’energia nascosta negli elettrodomestici ecco come farli consumare meno

Nelle nostre case abbiamo a disposizione, nascosta negli elettrodomestici, una quantità di energia formidabile. Jeremy Rifkin ha calcolato che l’americano medio dispone dell’energia che potrebbe essere prodotta da 58 schiavi che lavorassero 24 ore al giorno: in Italia abbiamo consumi più ridotti ma gli sprechi restano consistenti. E, almeno una parte di questi sprechi, può essere evitata facilmente ottenendo il vantaggio di tagliare la bolletta elettrica.

Una lavatrice ecologica Per evitare di buttare via inutilmente petrolio e denaro si possono adottare semplici accorgimenti. Ad esempio è meglio utilizzare lavatrici e lavastoviglie solo quando sono a pieno carico, adoperare programmi che consentono di risparmiare acqua e di usarla a una temperatura più bassa; è ovviamente meglio spegnere le luci delle stanze non utilizzate; assicurarsi che il frigorifero sia ben chiuso e ricordarsi che ogni minuto in cui sta aperto il consumo aumenta; evitare eccessi di riscaldamento e utilizzare, d’estate, sistemi di raffrescamento naturale basati sul movimento dell’aria e sulla protezione dal sole.

Ma anche la tecnologia può dare un buon contributo alla battaglia contro lo spreco. Comprare una lampadina fluorescente compatta vuol dire risparmiare i quattro quinti dell’energia. Acquistare un frigorifero di classe A+ al posto di quello vecchio fa guadagnare circa 80 euro l’anno. Togliere di mezzo le lucette degli stand by di decoder e televisioni elimina la necessità di costruire una centrale da 100 megawatt.

Mettendo assieme migliaia di comportamenti attenti e acquisti consapevoli si possono ottenere risultati importanti. Alla fine della scorsa legislatura, ad esempio, è stato lanciato, su proposta del presidente della commissione ambiente della Camera Ermete Realacci, un pacchetto di misure che puntava a un taglio di 2,3 milioni di tonnellate di anidride carbonica e una crescita di 20 milioni di pezzi nel settore degli elettrodomestici ad alta efficienza. Un obiettivo a cui arrivare con una prima fase di incentivi a favore dell’acquisto di lavatrici e lavastoviglie di classe energetica non inferiore alla A e con una seconda fase basata su un divieto di vendita dei modelli obsoleti a partire dal primo gennaio 2010.

Secondo i dati di Ceced Italia, l’associazione nazionale produttori di apparecchi domestici e professionali, nel decennio 1995-2005 l’aumento di efficienza degli elettrodomestici ha già permesso all’Europa di risparmiare 34 miliardi di chilowattora, che corrispondono a 17 milioni di tonnellate di anidride carbonica. E’ come se si fossero eliminate 9 centrali termoelettriche da 500 megawatt o 5 milioni di auto dalle strade.

Ma, nonostante questo miglioramento, esistono ancora margini significativi per l’aumento di efficienza. Se nelle case europee venissero sostituiti i 188 milioni di elettrodomestici che hanno superato i dieci anni, si realizzerebbe un ulteriore risparmio di elettricità pari a 44 miliardi di chilowattora, cioè a 22 milioni di tonnellate di anidride carbonica: è il 6 per cento degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto.

Articolo tratto da laRepubblica.it di Antonio Cianciullo


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