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Category : Energia

“La soluzione si chiama energia solare, tutti gli altri tipi di energia possono essere soluzioni parziali: solo il solare potrà sostituire il petrolio”. È l’opinione di Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, espressa in occasione della presentazione del progetto di ricerca sull’energia solare, Solar frontiers reserch program, condotto con il Mit, il celebre Massachusetts institute of tecnology. Eni investirà 50 milioni di dollari in cinque anni nel progetto di collaborazione sulla ricerca energetica con il Mit. Dell’investimento, 25 milioni saranno destinati allo sviluppo del Solar frontiers reserch program e 25 milioni serviranno per accompagnare l’ingresso dell’Ente nazionale idrocarburi nel Mitei (Mit energy iniziative), in qualità di founding member. “Per lo sfruttamento del solare in termini economicamente sostenibili – ha aggiunto Scaroni – , ci vorranno ancora 25-30 anni, e di petrolio ce n’è abbastanza per i prossimi 70-80 anni”.
Ma nel frattempo colossi come British Petrol e Shell hanno intrapreso importanti investimenti nei biocarburanti. Come spiegare allora la mossa di Eni? È forse un attacco alle “vere” tecnologie concorrenti che possono mettere a rischio l’economia del petrolio? Il solare, vero concorrente, infatti non lo è. Questa lettura può essere confermata anche dalla stoccata sugli eccessivi costi del nucleare di Leonardo Maugeri, direttore strategie dell’Eni. In un libro appena uscito, “Con tutta l’energia possibile” edito da Sperling e Kupfer, Maugeri dice chiaro e tondo che il nucleare costa troppo: per costruire le centrali, per stoccare le scorie e, alla fine, per dismettere gli impianti. Maugeri sostiene che la ricerca sul nucleare ha goduto negli ultimi cinquant’anni della maggior parte dei finanziamenti pubblici da parte dei governi dei paesi industrializzati.

Tratto da e-gazette.it


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