Motore Stirling, rivoluzionaria scoperta operativa a Verona?

Motore Stirling, rivoluzionaria scoperta operativa a Verona?

Category : Tecnologia

Da qualche tempo, precisamente dopo che il Nobel italiano Carlo Rubbia ne ha parlato , sulla rete sono ricomparsi a frotte blog sul motore stirling e sulle sue potenzialità in tempi di caro petrolio. Questo motore inventato circa duecento anni fa, che funziona sfruttando il differenziale di temperatura per produrre energia elettrica, sembra aver trovato nell’imprenditoria veronese una chiave di lettura innovativa che potrebbe risolvere i problemi di energia di tutto il mondo occidentale. Dopo un’esperienza da tempo avviata nel veronese dove altre esperienze sono state fatte e sono allo studio, ora un nuovo team di imprenditori sta mettendo a punto una tecnica assolutamente innovativa, che sta per essere brevettata, per sfruttare questo antico strumento.
Ne parliamo con due degli imprenditori noti per la loro intraprendenza, che stanno seguendo e sviluppando il progetto. Tra i promotori del progetto ci sono Stefano Albrigi, titolare dell’Albrigi tecnologie Srl, che potremo definire il maggior esperto dell’acciaio inox veronese e Alberto Canteri, presidente di “ALCA Impianti Srl” azienda leader a Verona nell’impiantistica ed, in specie, degli impianti per le energie fotovoltaiche. Alla nostra richiesta di informazioni, oppongono un comprensibile riserbo ma alla fine ci rilasciano delle brevi ma interessantissime dichiarazioni.
A che punto è il progetto sul motore stirling:
“A buon punto-dice Albrigi- dopo i primi test siamo riusciti a verificare la possibilità che il nuovo impianto utilizzando questo motore potrà produrre energia elettrica con rese superiori a quelle dei normali pannelli fotovoltaici solari.Albrigi che cosa ha di speciale questo impianto: Questo impianto coniuga la tecnologia tradizionale del motore stirling, nota da secoli con i più moderni criteri di sviluppo e di eco-compatibilità: in poche parole la tecnologia è tutta interna e non dobbiamo importare nulla dall’estero, non produce inquinamento, anzi riduce quello che c’è e il tutto dovrebbe avere dei costi assolutamente competitivi.
I due imprenditori confidano anche che se i primi calcoli e le prime prove operative, daranno il necessario riscontro alle prove teoriche, avremo energia a basso costo e impatto ambientale migliorativo.
”Mi permetta di non essere più esplicito-aggiunge Albrigi- in quanto, in questa fase delicata, ci stiamo muovendo con degli investitori per brevettare , non tanto l’idea, quanto le modalità d’uso, sentiamoci tra un anno e potremo essere più espliciti”.

Articolo tratto da veronaeconomia


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