Puglia in Movimento

Puglia in Movimento

Inquesti giorni la Puglia è al centro dell’attenzione politica per le vicende politiche e non che riguardano il nostro premier.

Ma l’impegno per un mondo migliore, più pulito e sostenibile trova forza ed energia nelle idee di noi giovani (migranti). Qualche tempo fa ho conosciuto Adriano, un giovane pugliese trasferitosi al Nord alla ricerca di un lavoro, partito con la voglia ed il desiderio un giorno di poter tornare a "casa" con una più matura professionalità. La storia di tanti di noi .. come prosegue  quella personale di Adriano la potete leggere in questa breve intervista.




Ciao Adriano è passato un pò di tempo dalla nostra ultima chiacchierata, come nasce l’idea di Puglia in Movimento?

 

Puglia in movimento nasce circa un anno fa quando decisi di partecipare al bando della Regione Puglia “Principi Attivi”, che prevedeva un finanziamento a fondo perduto per giovani fino a 32 anni di 25mila euro; la Regione ci ha aiutati moltissimo fin dall’inizio della nostra impresa già nella fase di start up e avendo un tutor per la stesura del progetto. Essa è stata veramente all’avanguardia per la sua politica.

Decisi quindi di trovare un socio, cercai da internet aprendo un blog e inserendo annunci e mi risposero in tanti, feci un incontro a Molfetta con sei persone provenienti da tutta la regione e alla fine trovai in Danilo Librale un valido aiuto l’unico a perseguire l’idea di un progetto che riguardasse l’innovazione e la sostenibilità pronto a rimboccarsi le maniche e così è stato decidemmo di andare alla fiera di Verona del SolarExpo perché all’inizio pensavamo di proporre un progetto che riguardasse l’energia solare sfruttando le mie competenze. Poi il “destino” ha voluto che ci occupassimo di bici.

 

Un’idea originale di innovazione e sostenibilità, se c’è Puglia in Movimento siete sicuramente riusciti a trovarla. In cosa consiste?

 

Innovazione e sostenibilità perchè la bici elettrica può sostituirsi ai motorini a scoppio in più essendo un mezzo elettrico potrebbe sfruttare la tecnologia rinnovabile, per cui sostenibile.

La nostra società vende e noleggia bici elettriche a pedalata assistita abbiamo anche i kit di trasformazione per chi ama il fai da te.

Pensiamo che la bici elettrica potrebbe entrare nello scenario di vita attuale in differenti usi specifici: le persone anziane potrebbero avere un valido aiuto oppure chi deve recarsi a lavoro in ufficio potrebbe decidere di andare in bici senza temere il fiatone (e quindi il sudore) oppure tutti i mezzi usati dai pony express potrebbero essere sostituiti dalle bici elettriche.

Un’azienda di Bari ci ha già chiamato (una posta privata) perchè vorrebbero provare un noleggio lungo delle bici e nel caso rimanessero soddisfatti le sostituirebbero ai motorini che girano in città quindi il pony express diventerebbe bici express.

Il futuro potrebbe vedere avanzare l’uso dell’elettrico come mezzo di spostamento e se immaginiamo che presto le batterie avranno tempi di ricarica molto più bassi addirittura di qualche minuto è facile immaginare che per spostarci la nostra società avrà le colonnine di ricarica al posto delle stazioni di benzina…

 

Muoversi senza preoccuparsi di fare il pieno di benzina o gasolio, riducendo tra le altre cose l’inquinamento. E’ tutto oro quel che luccica? E’ tutto così bello e pulito?

 

In effetti non dovremmo preoccuparci di questo… ma il punto dell’inquinamento dipenderà molto dalle nostre scelte e dal mercato. Oggi possiamo decidere di comprare una bici con batteria al piombo oppure (ultima generazione) al litio. La differenza sta nel fatto che quelle al piombo una volte esaurite devono essere dismesse in discarica pertanto non c’è sostenibilità da questo punto di vista, quelle al litio invece hanno la durata della vita molto più lunga e gli sviluppi attuali tecnologici stanno portando queste batterie a diventare totalmente riciclabili pertanto se la nostra scelta opterà verso quest’ultimo tipo il mercato dovrà adeguarsi, queste batterie dalle elevate prestazioni e senza effetto memoria hanno un costo normalmente stimato in 10 volte quelle al piombo.

 

Avete idea di quale può essere la ricaduta in termini di occupazione e sviluppo sul territorio? Ci sono altre società come la vostra in Puglia?

 

Questa domanda è simile a quella che mi hanno fatto proprio oggi degli ingegneri ai quali chiedevo di investire tempo e denaro per creare un sistema fatto in provincia di Varese quindi a “filiera corta” (si fa per dire) di colonnine e pensiline per il bike sharing. Se pensiamo che questi sistemi potremmo svilupparceli in Italia allora si, ovvero dovremmo anticipare i cinesi e sopratutto dovremmo avere più fiducia nelle giovani idee. Sono certo che altrove non avrei avuto difficoltà a trovare chi vogli investire in progetti apparentemente arditi solo perchè nessuno li ha iniziati specialmente se si tratta di idee nuove.

Se ci sono altre attività come la nostra ovvero che trattano nello specifico bici elettriche credo di si ma siamo in pochi ad oggi in Italia, di solito trattano bici el. Chi già le vende oppure si può notare da qualche mese nei centri commerciali l’esposizione di quelle al piombo con costi intorno ai 300 400 euro. Spero che il settore possa espandersi e dare da lavoro presto a tanta gente anche perchp credo che il sistema di movimento elettrico sostituirà tra non molto quello obsoleto e più inquinante a carburante.

Mi dicevi che siete già stati contattati da alcune aziende. Sono, secondo te, più interessate all’aspetto economico o al rispetto dell’ambiente nel quale operano?

 

Nel nostro sistema sono poche quelle realtà che veramente fanno le loro decisioni in base a un valore più alto come quello del rispetto dell’ambiente, c’è molto opportunismo e questa nuova sensibilità verde che si sta sviluppando è sicuramente determinata dal giusto clamore fatto dai media circa le alterazioni climatiche che d’altronde basta vedere giorno dopo giorno senza tv. Quindi se il cliente arriva a pensare che è giusto salvaguardare l’ambiente, il mercato dovrà orientarsi secondo le sue scelte. Le aziende che ci hanno contattato credo che vedano di buon occhio le bici elettriche perchè hanno un mix di positività, dal fatto che sono dei simil-motorini ma non necessitano di bolli/assicurazione/benzina, dall’altro sono coscienti di apparire col marchio verde che fa immagine. Tuttavia trovo ancora lontano il fatto che il valore etico si imponga sul valore mercato…

aggiungo una nota…e intanto stiamo a guardare oltre oceano Obama che parla di energie pulite e investimenti forti, noi ahimè siamo fermi ancora col pensiero al nucleare o agli inceneritori. Trovo la politica italiana volutamente disattenta a ciò che il mondo sta andando in contro ovvero a una grande catastrofe ambientale.

 

Per maggiori informazioni: www.pugliainmovimento.com

 


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