Un futuro più verde con le batterie allo zucchero

Un futuro più verde con le batterie allo zucchero

Category : Tecnologia

E ora la Sony si butta sullo zucchero. Non è che il colosso giapponese dell’elettronica voglia darsi all’elettronica, anzi. Ha però deciso che in futuro i nostri dispositivi portatili funzioneranno con batterie al glucosio. Il glucosio fornisce energia al corpo umano e a tutti gli organismi viventi, ma gli scienziati solo di recente sono riusciti a convertirlo in elettricità, ottenendo una fonte energetica in grado, per ora, di alimentare un piccolo gadget elettronico, come un lettore musicale mp3 e un paio di casse.

Dopo l’idea dell’equipe di ricercatori guidata da Robert Linhardt, del Rensselaer Polytechnic Institute di New York, che hanno progettato una pila fatta solo di carta, anche il colosso, inventore del Walkman, ha deciso di investire sull’energia pulita. Ma invece che alla cellulosa si affida al glucosio.

L’involucro della bio-batteria è fatto di una plastica di origine vegetale. Misura 3,9 centimetri e produce energia grazie alla reazione provocata dall’inserimento di un enzima in una soluzione di zucchero. Il congegno, secondo i test, genera 50 milliwatt.

Andando più nel dettaglio tecnico, e schematizzando, il meccanismo è il seguente: gli elettroni e gli ioni di idrogeno estratti dalla soluzione di glucosio seguono due strade, gli ioni di idrogeno passano attraverso una membrana separatrice per giungere al catodo dove assorbono ossigeno dall’aria per produrre a acqua come sottoprodotto. Mentre il flusso di elettroni attorno al circuito esterno al dispositivo produce l’elettricità necessaria.

“Lo zucchero è una fonte di energia naturale prodotta dalle piante attraverso la fotosintesi”, dice Sony in un comunicato. “E’ dunque una sostanza rigenerativa, e può essere trovata nella maggior parte delle zone terrestri, sottolineando il potenziale per le batterie a base zuccherina come un congegno del futuro per la produzione di energia eco-compatibile”.

Di energia dallo zucchero si iniziò a parlare nel 2003, quando due ricercatori dell’università del Massachussetts a Amherst, riuscirono a creare un’autentica ‘batteria batterica’ usando un microrganismo scoperto da poco: il Rhodoferax ferrireducens.

A marzo, poi, una batteria simile a quella annunciata ora da Sony, venne presentata da un gruppo di acenziati della Saint Louis University, nello Stato del Missouri, alla 233esima edizione del meeting nazionale dell’American Chemical Society. Il comunicato della Sony non fa nessun riferimento a questa ricerca, ma il principio del funzionamento sembra lo stesso.

La casa giapponese ha fatto sapere che continuerà a sviluppare il prototipo per valutarne i possibili usi pratici in un futuro non remoto. L’azienda nipponica ha spinto ancora di più sul pedale dell’innovazione tecnologica, dopo aver affrontato un periodo difficile per la concorrenza dall’iPod di Apple e per il ritiro di molti milioni di sue batterie dal mercato a causa di un surriscaldamento eccessivo nella carica. Le nuove tecnologie eco-compatibile, in teoria, potrebbe permettere in futuro di eliminare le attuali batterie al litio e al nichel, altamente nocive per l’ambiente.

tratto da Repubblica.it


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